Vivere l'Arte e la Natura

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Vivere l'arte nella propria vita

Appunti (maggio 2010)
I grandi artisti hanno creato le loro opere d’arte: musiche, pitture, sculture, teatro, poesie, letteratura…
e le hanno per così dire offerte all’umanità.
Ma queste opere d’arte continuano a “vivere” soltanto attraverso gli esseri umani
che le interpretano, le approfondiscono con un lavoro personale,
in qualche modo le rendono parte viva e importante della propria vita.
Sono sempre più convinta che ogni opera d'arte può vivere e ri-vivere, solo nell'incontro personale col singolo individuo,
penso che finché questo incontro non avviene, l'opera d'arte rimane solo un'offerta dell’artista che l’ha creata,
ma non può manifestare tutto il suo valore e la sua ricchezza,
in un certo senso non può "vivere" davvero.

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Creativo disegno di forme

"Il disegno di forme si rivolge all'essere ritmico che in noi armonizza ciò che crea forme e ciò che le dissolve,
ciò che stimola e ciò che placa.
Esso fortifica così il centro del nostro essere: l'Io.
In un'epoca in cui tutto concorre alla paralisi della forza che apporta motivazione, al disseccamento dell'anima,
in cui anti-ritmi minacciano di farci ammalare,
un allenamento come il disegnar forme può essere una sorgente di forze risanatrici."
Rudolf Kutzli - Il creativo disegno di forme - Natura e Cultura Editrice (2004)

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Contemplando la Pietà Rondanini

Vista dal fianco destro spicca una linea curva che percorre tutta la statua come in un unico grande movimento ben caratterizzato:
quasi ad esprimere, secondo me, un atteggiamento animico di chi – di fronte a un forte dolore vissuto – non si irrigidisce in una posizione dritta e impietrita,
ma si “muove” invece con una molteplicità di atteggiamenti interiori (concentrazione, dolcezza, forza, accettazione…)
circondati e sostenuti da un grande gesto curvo di protezione che li contiene tutti in sé.

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Hallelujah

(in Euritmia)
... Esprimo così le tappe della crescita di ogni essere vivente e mia personale:
un ciclo completo che muove dal basso e cresce fino al massimo dell’altezza e poi ritorna alla terra.
Può essere il paradigma dell’uomo nel suo cammino alternativamente terreno e ultraterreno,
o del ciclo di vita delle piante nelle varie stagioni,
o delle tappe di crescita e decrecita dell’uomo nell’arco della propria vita terrena,
o dei gusci che schiudendosi permettono di evolvere.

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Maree

Durante la bassa marea l'assenza del mare permette di raggiungere a piedi e di esplorare parti della costa
- spiaggia o scogli - altrimenti mai raggiungibili, se non dai subacquei, perché sempre coperte dall’acqua.
Sembra di entrare in un mondo segreto della natura, di solito inaccessibile.
Abbiamo raggiunto scogli tutti ricoperti di cozze, di ostriche e di conchiglie vive col mollusco,
che nelle ore di siccità, in cui l’acqua del mare li abbandona, “respirano” e sopravvivono per l’umido che li circonda,
fino al ritorno benefico dell’acqua che è il loro vero habitat naturale.
In quell’ambiente sembra che tutto viva giornalmente un respiro ritmico di assenza-attesa e di ritorno-presenza:
un’esperienza di quasi morte e ritorno alla vita.
Metafora di molteplici esperienze vissute da ognuno lungo il percorso della propria vita.

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Lina Schwarz - Tra sera e mattina ...

succedon le cose più meravigliose ...